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Programma politica estera ed europea: nuova versione

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Messaggio Da Ospite Mar Lug 05, 2011 11:13 am

Come da titolo il programma di politica estera ed europea necessita di essere aggiornato (si parla ancora di Libia di Gheddafi!), ampliato, revisionato e implementato da nuovi argomenti.
Per questo è necessario un nuovo team di sviluppo.
Io mi posso occupare della supervisione del team, però ho bisogno di alcuni che mi coadiuvano.

In particolare questi sono i lavori principali da eseguire:
far decadere in parte il capitolo sulle aziende di stato (che andrà ripartito tra parte del programma di sicurezza e parte del programma ambiente) ampliandolo però per quel che riguarda argomenti tipo supporto delle aziende nostrane all'estero, ecc...
Introdurre l'argomento Shengen e frontiere (magari unendolo all'argomento dell'allargamento che comunque necessita di essere revisionato, basta pensare al fatto della Croazia)
Governance economica
aggiornare il capitolo dedicato alla sicurezza e difesa europea per renderlo più preciso, ma al contempo di più facile fruizione
Eventuali aggiornamenti ed ampliamenti degli altri capitoli.
Operazioni militari all'estero (argomento di cui si era discusso durante una riunione, guardare i verbali, ma da inserire ancora fisicamente nel programma) nell'ambito della nostra politica estera


Ultima modifica di Umberto Banchieri il Gio Dic 01, 2011 6:39 pm - modificato 2 volte.

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Messaggio Da Ospite Mer Nov 02, 2011 9:55 am

Revisione dell'attuale programma. Ampliamenti e proposte del sottoscritto.

Proposta 1:

Cap Riforme istituzionali

Aggiunta dei punti seguenti

) Potenziamento della figura del Commissario agli affari economici e monetari tramite l'accentramento nella sua figura delle commissioni europee "alle imprese ed all'industria", "al mercato interno ed ai servizi", "alla concorrenza", "al commercio", "alla fiscalità ed all'unione doganale", "alla programmazione finanziaria ed al bilancio" e relative direzioni generali.
Dovranno essere aumentati i suoi poteri di controllo sui bilanci degli stati membri con la possibilità di poter accedere e visionare senza preavviso qualsiasi documentazione e pratica relativa ad attività contabile degli Stati membri.
Inoltre la Commissione dovrà far approvare dal P.E., a cadenza biennale, delle linee guida ed obiettivi di bilancio ed economici vincolanti per gli stati membri.

) Per migliorare il controllo sulla BCE è necessario ridurre il mandato del governatore della BCE da 8 a 4 anni ed inserire la possibilità di voto di sfiducia a questo, su proposta della Commissione tramite voto a maggioranza semplice all'Europarlamento e con voto a maggioranza qualificata in sede di Consiglio europeo.
Bisognerà però rendere più autonoma la BCE per quel che riguarda gli obiettivi e le operazioni da porsi in maniera che possa rispondere in maniera più veloce e automatica ad eventuali situazioni di rischio.

cap Politica estera italiana
6) L'Italia ed il Mediterraneo Allargato: EUROMED,
Libia, Balcani e Corno d'Africa

cambio completo del seguente paragrafo

Particolarmente grave è la situazione attuale dei nostri rapporti con uno dei principali paesi della sponda sud del Mediterraneo: la Libia, paese con il quale in particolare i rapporti nostrani, anche per motivazioni storiche, sono particolarmente profondi.
In particolare si è assistito ad un continuo piegarsi vero e proprio (come dimostrato sopratutto nel caso del 12 settembre
del peschereccio Ariete) verso gli interessi libici, chiudendo spesso
anche un occhio su violazioni (confermate o presunte) di diritti
umani sul territorio libico in particolare a danno delle persone
migranti di passaggio sul quel territorio.
La Libia d'altro canto costituisce un
forte interesse economico per le aziende nostrane: infrastrutture, energia, turismo, ecc... perciò mantenere rapporti comunque positivi è necessario sotto quest'ottica, rapporti positivi che però non vuol dire, ed è cosa ben diversa, avere rapporti di sudditanza come appaiono oggigiorno.
Perciò si rende necessario una revisione profonda dei rapporti diplomatici, in particolare da abbandonare definitivamente non saranno più solo gli show che sono stati consentiti al leader della Libia, che comunque rientrano in un mero fatto di colore, ma sopratutto dovranno essere abbandonati quei rapporti dannosi per l'immagine dell'Italia, ma anche per la nostra stessa sovranità: bisognerà respingere con fermezza le continue richieste di fondi (che vanno ben oltre il necessario per il contrasto dell'immigrazione clandestina) che vengono dalla Libia e sopratutto legare il nostro supporto a tali attività al rispetto dei diritti umani.
Nell'ottica della revisione dei rapporti con la Libia molto utile potrebbe risultare anche il potenziamento del forum e delle attività in ambito EUROMED, investendo tale forum in particolare
di trovare accordi quadro per problemi quali i flussi migratori non controllati e le zone di pesca (ovvero più in generale le Zone Economiche Esclusive -che si possono estendere fino a 200 miglia dalla costa- problema particolarmente sentito da tutti i paesi della zona del Mediterraneo in quanto situati su mari chiusi: il Mediterraneo non supera mai le 400 miglia di estensione) tramite una risposta multilaterale, per questo forse più elaborata, ma di sicuro più efficace sul lungo periodo di una risposta bilaterale come quella perseguita dai nostri governi negli ultimi anni per rispondere a tali problemi..

in

Sempre aperta rimane la questione dei nostri rapporti con la Libia, Stato con il quale, anche per motivi storici, i nostri rapporti sono molto intensi.

Con la caduta di Gheddafi a seguito della rivolta supportata dalla NATO il futuro della Libia si fa sicuramente incerto, ma ciò apre in particolare alla possibilità di riscrivere completamente i nostri rapporti con tale Stato con cui negli ultimi anni si erano avuti rapporti diplomatici degni di una barzelletta.

La Libia inoltre costituisce un forte interesse economico per le aziende nostrane: infrastrutture, energia, turismo, ecc... perciò mantenere rapporti positivi è ulteriormente necessario sotto quest'ottica, rapporti che sicuramente la posizione ondivaga italiana nel supportare la ribellione non aiuterà nei prossimi anni.

Sicuramente un passo importante sarà quello di supportare con forza la costituzione del nuovo stato libico evitando che questo cada in preda a lotte e faide interne.

La nuova situazione venutasi a creare apre interessanti possibilità, sia in ottica prettamente nazionale in particolare al riguardo del ripianamento di eventuali contenziosi (per esempio sulle aree di pesca), sia in ottica regionale al riguardo dello sviluppo dei rapporti Euro-Mediteranei.

Nell'ottica della revisione dei rapporti con la Libia (e degli altri paesi nord-Africani investiti da cambiamenti più o meno forti quali la Tunisia) quindi molto utile potrebbe risultare spingere affinchè questa entri in una rinnovata EUROMED, investendo tale forum in particolare di trovare accordi quadro per problemi quali i flussi migratori non controllati e le zone di pesca (ovvero più in generale le Zone Economiche Esclusive -che si possono estendere fino a 200 miglia dalla costa- problema particolarmente sentito da tutti i paesi della zona del Mediterraneo in quanto situati su mari chiusi: il Mediterraneo non supera mai le 400 miglia di estensione) tramite una risposta multilaterale, per questo forse più elaborata, ma di sicuro più efficace sul lungo periodo di una risposta bilaterale come quella perseguita dai nostri governi negli ultimi anni per rispondere a tali problemi.

Capitolo sulle aziende di stato da spostare completamente nel programma Economia, da notare che di questo capitolo la seguente parte dovrà decadere in quanto tale dizione è già caduta: "e l'ENI dovrà cambiare
nome abbandonando 'idrocarburi' nel suo nome per segnare la nuova ragione sociale."

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Messaggio Da Ospite Sab Nov 12, 2011 11:20 pm

Proporrei anche di aggiungere questa proposta che avevo avanzato tempo fa:

la creazione per i paesi della zona Euro di una Borsa unica per le materie prime petrolio, rame, grano, ecc.. dati i problemi di approvigionamento delle materie prime che riguardano un po' tutta l'Europa ed essendo il settore di commercio già di competenza dell'UE in materia unitaria anche nei grandi consessi internazionali tipo il WTO e l'esistenza di un quantunque forte mercato agricolo comune. Questo dovrebbe avvenire anche in un'ottica di maggior regolamentazione e controllo del mercato in maniera da mettere maggiormente al riparo le aziende europee da manovre speculative esterne.

Per quel che riguarda quello delle materie prime non andrebbe a soppiantare completamente le borse merci locali (ancora oggi molto diffuse in numero di più di una per Stato), ma più che altro avrebbe una funzione di unione di questi (in maniera da far corrispondere meglio domanda e offerta) e dovrebbe essere affiancato da un forte organo di vigilanza (con poteri di intervento in particolare per quel che riguarda l'eventuale gestione di stock alimentari, quindi nell'ottica della PAC) gestito dall'UE (penso ad una direzione della Commissione ad esempio).

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Messaggio Da Ospite Gio Nov 17, 2011 12:03 pm


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Messaggio Da Ospite Gio Nov 17, 2011 6:02 pm

Tra le altre proposte che mi sento di avanzare sono le seguenti in quanto le reputo in linea con le basi di NDE.

Shengen (da inserire nel capitolo 4)

-Armonizzazione della legislazione dei paesi membri
per quel che riguarda il trattamento degli immigrati extra-comunitari e
dei richiedenti asilo, tale necessità si impone come primaria a causa
del fatto che le differenze tra i vari stati membri dell'UE intaccano
direttamente la possibilità di libera circolazione anche per i cittadini
dei paesi membri a causa dell'uso, in buona o cattiva fede che sia, di
tale problema da parte degli stati membri per reinserire controlli alle
proprie frontiere.
-Come secondo passo deve seguire una maggiore e completa apertura interna ai confini
comunitari, in particolare per quel che riguarda la possibilità di
soggiorno e di vita in uno stato membro diverso da quello di origine,
argomento troppo spesso lasciato nei fatti alla discrezionalità del
singolo governo nazionale, se non addirittura ente locale.
-La possibilità di sospendere Shengen deve essere revocata dalle possibili azioni di cui si può incaricare uno stato se non limitatamente a brevissimi periodo di tempo (24/48h) non prorogabili e giustificati da gravi e immediate minacce alla cittadinanza; la gestione delle frontiere interne ed esterne dell'UE deve passare completamente sotto la responsabilità delle Commissione.
-Istituzione di una reale guardia di frontiera europea dotata di proprie risorse, uomini e mezzi che risponda unicamente alla Commissione e agli altri organi UE.

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Messaggio Da Ospite Mer Nov 23, 2011 11:25 am


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Messaggio Da Ospite Mer Dic 07, 2011 11:18 am

Ecco l'ultima versione. Aggiunta la proposta sulla governance economica:

http://www.scribd.com/doc/74995015/Programma-Pol-Estera

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Messaggio Da Ospite Gio Dic 08, 2011 8:38 pm

Segnalo che l'ultima bozza è in votazione nell'apposita sezione.

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