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Messaggio Da lorenzo-d il Dom Ott 09, 2011 10:22 am

Direi di cominciare con due considerazioni, visto poi che un programma di base su questo argomento è già stato scritto. La prima: le carceri sono troppo affollate e spesso si ricorre a pene meno incisive per fare spazio. E' ridicolo. Quindi penso che nel programma debba essere aggiunto l'avvio alla costruzione di nuove strutture.
La seconda considerazione: il carcerato è a carico della spesa pubblica, e tale spesa è diventata macroscopica. A mio parere è necessario creare il modo con il quale il detenuto collabori al sostenimento di tale spesa. Come? Come fanno già alcune carceri, facendogli fare dei lavoretti. Sarebbe ottimo creare un collegamento col mondo del lavoro e quindi con le imprese (e/o con apposite sezioni della pubblica amministrazione). La giusta direzione a mio parere è creare questa connessione tra detenuto e imprese. Queste imprese, invece di versare lo stipendio al detenuto, lo versa allo Stato. Quando il detenuto uscirà dal carcere potrà continuare a lavorare con tale impresa, evitando così quei casi classici nei quali il detenuto esce dopo 20 anni e non sapendo come riniziare a vivere si rifà arrestare

Per facilitare e incentivare le imprese a aderire all'iniziativa, direi che lo stipendio che verseranno nel periodo di detenzione allo Stato, dovrà essere molto inferiore allo stipendio "intero". Ditemi cosa ne pensate.
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Messaggio Da Ospite il Dom Ott 09, 2011 11:15 am

Perfettamente d'accordo, il reintegro del detenuto è importante. Reintegrare il detenuto è una assicurazione a far sì che non delinqui più (diventando quindi un costo sociale molto più alto), al contrario è già stato dimostrato che peggiori sono le condizioni carcerarie e meno forti le opportunità di reintegrazione, maggiori saranno i casi di recidiva.

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Messaggio Da M.G. il Dom Ott 09, 2011 1:05 pm

Sono due considerazioni giuste, che devono essere ampliate e sviluppate per bene.

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Messaggio Da Dario De Vita (iRad) il Dom Ott 09, 2011 4:04 pm

Anch'io condivido in pieno entrambe le proposte. Costruire nuove strutture e coordinamento con le aziende per il lavoro. Il problema è che il reintegro pensato in questo modo potrebbe non essere appetibile per i detenuti che (ragionando da delinquente) non vedrebbero vantaggi nel lavorare gratis per un'impresa (non è detto che la prospettiva di reintegro sia auspicabile per chi si è ritrovato carcerato). Il che significa che: o si costringono a lavorare, lavorando malissimo e magari creando anche problemi, oppure gli si da la possibilità di guadagnare (a mio avviso più efficace).
In ogni caso si dovrà prevedere una commissione che decida se i detenuti che vogliono partecipare a questo programma sono idonei.
Ovviamente ci saranno le dovute limitazioni per alcuni tipi di reati soprattutto per quelli che hanno a che fare con organizzazioni alternative allo stato (mafia, camorra, 'ndrangheta ecc.) per il rischio di favorire i contatti con esse.
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Messaggio Da Ospite il Mar Ott 11, 2011 8:44 am

sono nettamente favorevole alle 2 proposte

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Lavori socialmente utili per detenuti

Messaggio Da David Di Luca il Dom Ott 16, 2011 5:21 am

Sono dell'opinione che i detenuti in qualche modo andrebbero fatti lavorare, piuttosto che stare a non far nulla in carcere, pur nelle oggettive condizioni di disagio che sappiamo. Ci sono un sacco di cose che andrebbero fatte, da ripulire aree di verde abbandonate a tanti altri lavori che nessuno fa/vuole fare. D'altra parte penso che il carcere da una parte dovrebbe farti passare la voglia di tornarci, dall'altra dovrebbe essere un luogo dove in qualche modo il detenuto viene "rieducato", più che semplicemente "tenerlo al fresco" gli si forniscono gli strumenti per evitare di delinquere di nuovo in futuro. Poi, se delinque per scelta, a quel punto lo dovrebbero aspettare sul serio pane ed acqua nelle segrete del castello.

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Messaggio Da M.G. il Dom Ott 16, 2011 11:02 am

David Di Luca ha scritto:Sono dell'opinione che i detenuti in qualche modo andrebbero fatti lavorare, piuttosto che stare a non far nulla in carcere, pur nelle oggettive condizioni di disagio che sappiamo. Ci sono un sacco di cose che andrebbero fatte, da ripulire aree di verde abbandonate a tanti altri lavori che nessuno fa/vuole fare. D'altra parte penso che il carcere da una parte dovrebbe farti passare la voglia di tornarci, dall'altra dovrebbe essere un luogo dove in qualche modo il detenuto viene "rieducato", più che semplicemente "tenerlo al fresco" gli si forniscono gli strumenti per evitare di delinquere di nuovo in futuro. Poi, se delinque per scelta, a quel punto lo dovrebbero aspettare sul serio pane ed acqua nelle segrete del castello.
Concordo in pieno

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i detenuti

Messaggio Da Tychepoint il Dom Ott 16, 2011 12:13 pm

hanno quasi l'obbligo di lavorare dentro ma molti non lo fanno ed automaticamente i contributi lo stato glieli versa lo stesso..
ce ne sono troppi in cella e ci costano molto, tutto dalle nostre tasse....sicuramente molti nn saranno daccordo con me ma farei come in america dipende dai casi... pena di morte e cauzione da pagare se uno vuole essere rilasciato con conseguenti domiciliari sotto controllo 24h... se devi farti i 3 anni dentro ,meglio dell'indulto, 3000€ di cauzione per chi ce la a far uscire fuori il detenuto sono molto meglio.... certo tutto alla massima sicurezza... e per evitare pericoli per le città e diminuire ste menti malate, bisogna fare delle ronde, esercito in giro in ogni angolo della città mattina e notte sempre.. un po di paura bisogna metterla altrimenti ognuno fa quello che vuole

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Messaggio Da Danilo Mazzaglia il Dom Ott 16, 2011 7:22 pm

David Di Luca ha scritto:Sono dell'opinione che i detenuti in qualche modo andrebbero fatti lavorare, piuttosto che stare a non far nulla in carcere, pur nelle oggettive condizioni di disagio che sappiamo. Ci sono un sacco di cose che andrebbero fatte, da ripulire aree di verde abbandonate a tanti altri lavori che nessuno fa/vuole fare. D'altra parte penso che il carcere da una parte dovrebbe farti passare la voglia di tornarci, dall'altra dovrebbe essere un luogo dove in qualche modo il detenuto viene "rieducato", più che semplicemente "tenerlo al fresco" gli si forniscono gli strumenti per evitare di delinquere di nuovo in futuro. Poi, se delinque per scelta, a quel punto lo dovrebbero aspettare sul serio pane ed acqua nelle segrete del castello.



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Messaggio Da Ospite il Lun Ott 17, 2011 2:30 pm

potrebbe funzionare magari estenderlo a casi non gravi ( per gli ultimi tre anni di detenzione, uscita anticipata dietro pagamento cauzionale di circa 6000) euro . Credo che possa sostituire l'indulto senza problemi...
E invece di aggravare le spese dello stato in piu dei casi possono riempire le casse.

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Messaggio Da Pietro Merello il Lun Ott 17, 2011 9:23 pm

Tychepoint ha scritto:hanno quasi l'obbligo di lavorare dentro ma molti non lo fanno ed automaticamente i contributi lo stato glieli versa lo stesso..
ce ne sono troppi in cella e ci costano molto, tutto dalle nostre tasse....sicuramente molti nn saranno daccordo con me ma farei come in america dipende dai casi... pena di morte e cauzione da pagare se uno vuole essere rilasciato con conseguenti domiciliari sotto controllo 24h... se devi farti i 3 anni dentro ,meglio dell'indulto, 3000€ di cauzione per chi ce la a far uscire fuori il detenuto sono molto meglio.... certo tutto alla massima sicurezza... e per evitare pericoli per le città e diminuire ste menti malate, bisogna fare delle ronde, esercito in giro in ogni angolo della città mattina e notte sempre.. un po di paura bisogna metterla altrimenti ognuno fa quello che vuole

Non sono molto d'accordo, perchè chi riuscirebbe a pagare la cauzione?
Si rischierebbe di ottenere solo che associazioni a delinquere, possano utilizzare questo sistema per reclutare nuova forza lavoro, con la promessa di farli uscire in anticipo pagando loro la cauzione.
Tantomeno sono d'accordo sull'utilizzo dell'esercito per effettuare delle ronde, anche perchè da quello che mi risulta, già paghiamo milioni di multa all'Europa perché i carabinieri assolvono ad attività di ordine pubblico e come forze dell'ordine.
Sono molto più propenso all'utilizzo dei carcerati per lavori socialmente utili, ovviamente tenendoli sotto controllo con vari sistemi, che possono andare dalle cavigliere elettroniche ai più semplici ceppi.
Inoltre, sono d'accordo per un eventuale reintegro dei detenuti facendoli lavorare per delle Imprese (certificate) che versino il compenso allo stato e parte del compenso (ad esempio 40%) venga pagato al detenuto alla fine della condanna o ogni 5 anni ad un famigliare scelto dallo stesso, giusto come incentivo.

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Messaggio Da Caesar94 il Gio Gen 12, 2012 3:35 pm

Mi piace il sunto di Pietro , comunque ottime proposte
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Messaggio Da G.Manca il Gio Gen 12, 2012 6:27 pm

lorenzo-duranti ha scritto:Direi di cominciare con due considerazioni, visto poi che un programma di base su questo argomento è già stato scritto. La prima: le carceri sono troppo affollate e spesso si ricorre a pene meno incisive per fare spazio. E' ridicolo. Quindi penso che nel programma debba essere aggiunto l'avvio alla costruzione di nuove strutture.

Non sono d'accordo. Nessuno sembra aver sollevato i problemi relativi ai luoghi dove erigerle, così come quella relativa agli appalti da assegnare per poterlo fare. Dettagli tutt'altro che irrilevanti, essenziali. Per quanto valida possa essere questa proposta, è assai poco concreta. Si genererebbe presto il caos, tra chi semplicemente non desideri siano erette vicino (o all'interno) di centri abitati, a chi dia adito a manifestazioni e sommosse urbane, locali e regionali di vario genere. Per non parlare di quelli che, con fare polemico, pretendano prioritariamente la costruzione di altri edifici (scuole, ospedali, caserme di polizia e via dicendo) in ogni dove sul territorio, con ogni amministrazione a trainare per se.

La via maestra secondo me potrebbe essere una conversione delle numerose strutture lasciate incompiute ed abbandonate a loro stesse. Preferire quelle impossibilitate ad ottenere la destinazione per le quali sono state poste in essere, e riadattarle attraverso progetti ponderati e metodici. Puntare sull'utilizzo di materiali e manodopera locali, garantendo in questo modo posti di lavoro, seppur temporanei, e benessere sociale duraturo. Stimolare le collettività quindi, più che gli imprenditori, a rendersi partecipi in prima linea di progetti simili potrebbe essere la chiave di volta per rendere la nostra, una Repubblica letteralmente fondata sul lavoro.

lorenzo-duranti ha scritto:La seconda considerazione: il carcerato è a carico della spesa pubblica, e tale spesa è diventata macroscopica. A mio parere è necessario creare il modo con il quale il detenuto collabori al sostenimento di tale spesa. Come? Come fanno già alcune carceri, facendogli fare dei lavoretti.

Si chiama riabilitazione al mondo lavorativo, e l'obiettivo non è finalizzato al sostenimento delle spese delle quali parli. Se lo fosse parleremmo di schiavitù, o qualcosa che ad essa si avvicini.

lorenzo-duranti ha scritto:Sarebbe ottimo creare un collegamento col mondo del lavoro e quindi con le imprese (e/o con apposite sezioni della pubblica amministrazione). La giusta direzione a mio parere è creare questa connessione tra detenuto e imprese. Queste imprese, invece di versare lo stipendio al detenuto, lo versa allo Stato. Quando il detenuto uscirà dal carcere potrà continuare a lavorare con tale impresa, evitando così quei casi classici nei quali il detenuto esce dopo 20 anni e non sapendo come riniziare a vivere si rifà arrestare

E' da studiare meglio. Il rischio è che venga maggiormente tutelato chi ha commesso un reato rispetto a chi, seppur onesto ed attento, non abbia un lavoro o si ritrovi poco al di sopra della soglia minima di povertà.

lorenzo-duranti ha scritto:Per facilitare e incentivare le imprese a aderire all'iniziativa, direi che lo stipendio che verseranno nel periodo di detenzione allo Stato, dovrà essere molto inferiore allo stipendio "intero". Ditemi cosa ne pensate.

In poche parole permettere a queste date imprese di lucrarci sopra. No. Meglio orientarsi sul sociale a questo punto, in modo che sia la collettività ad averne un margine di guadagno.

Sulla pena di morte e la cauzione sarò molto diretto. Chi vuole inserire la prima forse non ha ancora chiaro in mente che uno Stato concede la libertà a chi non infrange la legge, non la vita. Pertanto può negare la prima per chi la infrange, non la seconda. Se a questo aggiungo gli innocenti che la pena di morte nel mondo ha portato al patibolo, ogni altro mio commento è superfluo. La giustizia non è infallibile... all'errata carcerazione si può ovviare, alla morte no. Poco importa quanto questa considerazione possa dare fastidio, anche se il crimine è spregevole, in un paese civile e di diritto, non si può e non si deve promuovere l'omicidio. Per quanto riguarda la cauzione, con la sua introduzione la legge (anche se già non è che lo sia) non sarebbe (o mai potrebbe divenire) uguale per tutti.

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Messaggio Da Ospite il Gio Gen 12, 2012 9:09 pm

La pena di morte non è un argomento in discussione in NDE. è espressamente in ogni caso e per fortuna vietata dai Trattati europei, quindi non è un punto discutibile anche se si volesse.

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